Baleniere Greenpeace e la lotta coraggiosa degli attivisti.

baleniere greenpeace

Baleniere Greenpeace un’immagine iconica ed una lotta coraggiosa che ha da sempre come impegno la difesa di tutti i mari.

Baleniere Greenpeace una lotta continua

Nel 1975 Greenpeace perla prima voltà lanciò la sua campagna contro la caccia alle balene,

combattendo con baleniere in mare aperto, stoppando gli arpioni con i gommoni e per la prima volta portando questo tema nelle case della gente.

Ottenendo anche molte vittorie sul campo politico

Nonostante tutto però Norvegia, Islanda e Giappone continuano a cacciare le balene uccidendo centinaia di esemplari all’anno.

Purtroppo la caccia commerciale non è l’unico pericolo che le balene devono affrontare.

I cambiamenti climatici, l’inquinamento chimico e acustico, lo sfruttamento eccessivo delle risorse marine

mettono in serio pericolo la sopravvivenza delle ultime popolazioni di balene rimaste.

Molte di queste sfide tra gli attivisti di greenpeace e le baleniere si sono svolte nell’oceano artico dove i ghiacciai si stanno sciogliendo.

balene greenpeace

Un’altro degli obiettivi di queste campagne di attivismo è quello di ridurre la pesca intensiva ed industriale

che oltre alle balene mette in pericolo molte altre specie.

I governi del Mediterraneo (dove non tutti sanno che ci sono popolazioni di balene) si sono impegnati per la tutela di questo fragile ecosistema .

Le principali minacce per le balene sono la pesca,l’inquinamento acustico ,il riscaldamento delle acque e la presenza di plastica nei mari.

L’inquinamento acustico le disorienta portando spesso a scene deliranti che tutti conosciamo

centinaia di cetacei spiaggiati sulle coste sono la conseguenza,

il riscaldamento delle acque invece rende la vita delle specie marine molto difficile dato che rallentano la riproduzione la caccia e si riduce la disponibilità di cibo nell’ecosistema.

La plastica invece è anchessa un grande problema,sono state trovate balene con più di 40 kg di plastica nello stomaco

morte di fame,morte perchè la plastica riempie lo stomaco e non permette ai cetacei di sentire lo stimolo di nutrirsi

morendo cosi.. senza mangiare.

Dobbiamo porre quindi dei limiti,dobbiamo ridurre l’impatto che ognuno di noi ha sui mari..

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