Economia circolare, nuovo modello d’impresa green.

economia circolare

L’economia circolare per salvare il pianeta dai rifiuti che ci stanno affogando,

vari fattori come l’aumento della popolazione,l’evoluzione dei processi produttivi e la mancanza di materie prime

ci evidenziano che quest’economia potrebbe essere la soluzione.

I punti fondamentali alla base di

  • Reduce :ridurre i consumi della materia prima creando prodotti che durano di più.
  • Reuse Il riutilizzo delle materie prime e dei prodotti
  • Recycling Il reciclo è l’ ultimo passaggio per recuperare la materia.
economia circolare

Economia Circolare come è nata?

La circular economy è un concetto non troppo moderno,ideato negli anni 70

e trova ispirazione dai processi naturali che applica la natura intorno a noi. 

La Ellen MacArthur Foundation definisce il termine 

«un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. 

In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera,

e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera.

L’economia circolare è dunque un sistema in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione,

sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun’altro. 

Nell’economia lineare, invece, terminato il consumo termina anche il ciclo del prodotto che diventa rifiuto,

costringendo la catena economica a riprendere continuamente lo stesso schema: estrazione, produzione, consumo, smaltimento.»

economia circolare spiegazione

Economia circolare in occidente

Il modello economico produttivo attuale è ormai insostenibile,proprio per questo in molti stanno pensando a questo sistema per sostituirlo.

la Commissione Europea ci sta provando dal 2015 ed ha proposto un pacchetto di norme sulla circular economy 

che imporrà ai Paesi membri di riciclare almeno il 70% dei rifiuti cittadini e l’80% dei rifiuti da imballi,

oltre al divieto di gettare in indifferenziato rifiuti biodegradabili o riciclabili.

Si stima che queste norme saranno attuate dal 2030 e sono in questi anni in valutazione dal parlamento europeo.

I deputati dovranno accordarsi sugli argomenti di “rifiuto” e “riciclo” e coordinarsi in un sistema che comprende

Paesi come la Germania e l’Austria, i quali stanno già smaltendo in modo sostenibile il 66% dei rifiuti.

Questo tipo di economia protegge la natura e da la possibilità di risparmiare sui costi di produzione e di gestione, producendo dei guadagni.

Da questo punto di vista la nazione italiana è in un’ottima situazione nel quadro europeo.

Da un foglio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare “Verso un modello di economia circolare per l’Italia” – che si può vedere on-line –

per quanto concerne i rifiuti, la produzione di urbani e speciali sembra di circa 178 milioni di tonnellate.

Invece parlando del riciclo,dobbiamo aumentare l’impegno per rendere l’economia italiana sempre più sostenibile.

La Commissione Europea stim 580.000 posti di lavoro, di cui solo in Italia 190.000, con dei risparmi di 72 miliardi di euro all’anno.

Considerando carta, legno, vetro, plastica ed organico,con la raccolta differenziata e la rigenerazione delle materie prime

sono state reinserite sul mercato circa 10,6 milioni di tonnellate nel 2014 

Usare sull’Economia Circolare vuol dire quindi spronare la creatività delle PMI italiane in funzione dell incremento di valore economico del riuso di materia.

Uno stimolo di grande rilevanza con il passaggio da una necessità ad una opportunità.

Economia circolare un pò di dati

La produzione complessiva all’anno di rifiuti nel mondo è di circa 11 miliardi di tonnellate,

di cui il 75% smaltito tamite a discariche o vari inceneritori, invece solo il 25% è riutilizzato o riciclato.

Dalle ipotesi che riguardano la necessità di materie prime per industrie fino al 2030 si stima che il buco fra domanda e l’offerta sarebbe di circa 8 miliardi di tonnellate.

Nel 2050, secondo alcuni esperti, toccheremo inevitabilmente un picco di 29 miliardi di tonnellate.

È chiaro che l’uso di sistemi di organizzazione (waste management) e riutilizzo degli scarti

sta diventando imprescindibile per tutti i fattori che riguardano i cambiamenti climatici.

economia circolare foto

Economia Circolare,cos’è?

L’economia circolare è una teoria che modifica drasticamente i valori industriali ed economici del secolo.

Da uno sviluppo lineare e basato sulle sostanze minerali (materie prime), si genera una visione che sogna,

la logica gestionale della vita e della natura, cioè lo scambio, il riciclo e il recupero, 

come punti di base del sistema delle relazioni:

come sostiene Ellen MacArthur,

«l’economia circolare è un’economia pensata per potersi rigenerare da sola».

Probabilmente, questo sistema difficile di socialità e di impegno, per far sì che si realizzino,

in un ottica nazionale ed internazionale, hanno ritardato il successo del modello.

Questo concetto in realtà ne racchiude molti altri degni di essere citati:

dalla bioeconomia alla sharing economy, al remanufacturing, alla gestione avanzata dei rifiuti, attraverso logiche non immediate.

Il significato che ha preso nel tempo

Ultimamente L’economia circolare ha guadagnato popolarità ed identificazione,

anche se non ha ancore un definito parametro di riconoscibilità e di confronto sulle imprese.

Per arrivare a quando è nato il termine di economia circolare si deve investigare e capire il termine generale “ecologia”,

ecologia quotidiana
ecologia quotidiana

introdotto dal biologo tedesco Ernst Haeckel, per poi trovare una precisazione tra gli anni Sessanta e Settanta dello scorso secolo:

nel 1966  Kenneth Boulding,un’economista,inserì nel “The Economics of the Coming Spaceship Earth”

il concetto del pianeta Terra come una nave spaziale che ha un quantitativo limitato di materie e risorse e di possibilità di smaltimento dei rifiuti.

 Nel documento,dichiara che la sopravvivenza della specie degli uomini è connessa in maniera strettissima alla capacità di utilizzare una risorsa

e tenere con cura ciò che abbiamo a disposizione, rigenerando e dando nuova vita ai materiali che utilizziamo quotidianamente.

 Adottando questo modello di business, le aziende commerciali conserverebbero un rapporto di continuità con i clienti, ottimizzando al massimo il valore intrinseco dei propri prodotti.

“Dalla culla alla culla” di William McDonough e Michael Braungart è un libro che segna una pietra miliare per la base teorica dell’economia circolare.

I possibili modelli di business in questa nuova economia.

I modelli di business circolari sono la risposta per allungare la vita di molte aziende nazionali ed internazionali.

Si inizia da categorie generalistiche, che danno una visione generica sulle azioni da impostare per la propria azienda:

  • Prodotto come servizio: dunque usare l’azione che quell’oggetto è in grado di svolgere, rispetto al suo possesso;
  • Rigenerazione: e catena di produzione circolare.Rigenerazione dei materiali;
  • Upcycling: il nuovo ciclo della materia che valorizza lo scarto di produzione, senza perdite di energia;
  • Life-extension: proporre oggetti con una vita e durata maggiore a prezzo maggiorato.

Dal modello economico attuale al modello circolare

Il modello economico attuale e lineare si fonda sull’accessibilità di alte quantità di risorse ed energia e non è più adatto alla realtà in cui ci troviamo oggi.

Le campagne che sostengono l’efficienza, e che lottano per la riduzione delle risorse e dell’energia fossile consumata  cercano di risolvere i problemi dati dalla natura finita degli stock di materia prima.

E’ quindi imperativa e categorica la transizione dal modello economico lineare a quello circolare,

che sappia cogliere ogni opportunità per diminuire il dispendio di materia ed energia e di minimizzare scarti e perdite,

portando l’ attenzione alla realizzazione di nuovo valore sociale e territoriale.

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