Il coronavirus e l’ambiente, c’è qualcosa di positivo?

coronavirus e l'ambiente

Le osservazioni satellitari realizzate nelle ultime settimane,  mostrano che c’è un fattore positivo tra il coronavirus e l’ambiente.

Da gennaio al 19 marzo le emissioni di diossido di azoto (NO2), uno dei principali gas inquinanti, che favorisce l’asma e altri problemi polmonari, sono molto diminuite in Europa.

In particolar modo nel Nord Italia, una delle aree più inquinate del continente, dove da metà febbraio la concentrazione di azoto è diminuita del 10%.

È uno degli effetti secondari della pandemia da coronavirus, che già si era visto in Cina: il rallentamento delle attività produttive e, nel caso dell’Italia, soprattutto degli spostamenti ha ridotto i livelli di inquinamento dell’aria.

Il rapporto tra coronavirus e l’ambiente in Cina


In Cina nella regione di Hubei, quella da cui è partita la diffusione del SARS-CoV-2, il numero di «giorni con una buona qualità dell’aria» è aumentato del 21,5 per cento a febbraio rispetto allo stesso mese l’anno scorso, secondo i dati del ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente cinese.

coronavirus e l'ambiente
coronavirus e l’ambiente

Le rilevazioni sull’atmosfera fatte dalla NASA mostrano che tra gennaio e febbraio le emissioni di diossido di azoto sono diminuite in tutte le più grandi città cinesi.

Ogni anno c’è un calo delle emissioni in quel periodo dell’anno per via dei festeggiamenti per il Capodanno cinese, ma quest’anno, passate le feste, le emissioni non sono tornate ad aumentare.

In seguito alla crisi economica iniziata nel 2008 c’era stato un calo di emissioni di diossido di azoto in molti paesi, ma in modo graduale.

Intorno a Pechino le emissioni erano diminuite in modo significativo anche durante le Olimpiadi del 2008, ma l’effetto si era visto solo in quella città e i livelli di inquinamento erano tornati a crescere dopo la fine degli eventi sportivi.

La relazione tra il coronavirus e l’inquinamento in Italia, per ora


In Italia, dove per produrre l’energia elettrica si usa molto di più il gas naturale, meno inquinante del carbone, e fonti di energia rinnovabili, la riduzione delle emissioni rilevata dai satelliti si deve soprattutto alla diminuzione del traffico stradale.

Emanuele Massetti, un ricercatore della Georgia Tech University che si occupa degli effetti sull’economia del cambiamento climatico, ha detto al Washington Post:

«Penso che dipenda soprattutto dall’assenza di automobili con motori diesel per la strada. Mi aspetto che l’inquinamento diminuisca ancora con la dispersione e l’assorbimento del particolato nell’atmosfera. Tra qualche giorno nel Nord Italia sperimenteranno l’aria più pulita di sempre».

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coronavirus e l’ambiente

Secondo una ricerca realizzata nel 2019 per conto della Commissione Europea, i trasporti sono responsabili del 70 per cento dell’inquinamento da ossidi di azoto a Milano.

I valori rilevati nei prossimi giorni potrebbero dire qualcosa in più sull’effetto delle restrizioni per il coronavirus.

Tra gli esperti del rapporto tra ambiente ed economia c’è anche chi spera che i governi possano ripensare ad alcune modalità produttive, dando maggior importanza, ad esempio,

al lavoro da casa, che riduce gli spostamenti dei pendolari, e finanziando ulteriormente il settore delle fonti di energia rinnovabili.

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