Sicurezza alimentare, agricoltura e cambiamenti climatici

Sicurezza alimentare

La sicurezza alimentare è influenzata dai cambiamenti climatici che, a sua volta, influenzano diversi settori.

L’agricoltura è tra quelli maggiormente esposti.

Mentre alcune tra le conseguenze previste potrebbero essere benefiche per l’agricoltura in alcune regioni europee,

in modo particolare le aree nordiche grazie all’allungamento della stagione di crescita e ai miglioramenti nelle produzioni agricole dovuti a condizioni climatiche più miti,

si prevede che la maggior parte delle conseguenze sarà negativa,

porterà perdite economiche e avverrà in regioni già sotto pressione a causa di fattori socio-economici e ambientali, come la scarsità d’acqua.

Si ritiene infatti che l’aumento della temperatura riduca le rese e la qualità di molte colture, soprattutto cereali e cereali da foraggio.

L’incremento delle precipitazioni può beneficiare le zone aride e semi-aride, aumentando l’umidità del suolo,

ma potrebbe aggravare i problemi nelle regioni con eccesso di acqua,

mentre la riduzione delle precipitazioni potrebbe avere l’effetto opposto.

La variabilità climatica associata all’aumento termico provoca inoltre rischi in aumento di danni da gelata e da altre avversità estreme,

venti forti, ondate di calore, grandine ecc.

I dati sulla produzione agricola globale per le principali colture sono complessi:

il quadro generale suggerisce che è necessario elevare il livello di attenzione.

La sicurezza alimentare sulle principali colture.

Orzo, mais, manioca, palma da olio, colza, riso, sorgo, soia, canna da zucchero, grano:

sono le dieci principali colture al mondo, e forniscono l’83% delle calorie assunte con l’alimentazione.

Vari studi hanno previsto che, in futuro, assisteremo a un’importante riduzione dei raccolti,

se i cambiamenti climatici in atto dovessero proseguire con l’intensità attuale.

Adesso, una nuova ricerca dimostra che il cambiamento climatico ha già influenzato negativamente la produzione di queste risorse vitali,

e che in alcune regioni del mondo la riduzione è più marcata che in altri.

Lo studio, pubblicato su PLOS ONE, condotto da un team di ricercatori delle università del Minnesota, di Oxford e di Copenaghen,

ha messo a confronto i dati meteorologici e i dati dei raccolti agricoli degli ultimi anni per valutare l’impatto del clima sull’agricoltura.

I risultati dello studio sono sotto esame da parte delle agenzie delle Nazioni Unite che si occupano degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile.

«Il lavoro ci mostra una situazione molto complessa»,

commenta Snigdhansu Chatterjee (Istituto di statistica dell’università del Minnesota):

«è necessaria una elaborata modellazione statistica e una valutazione dei dati estremamente rigorosa»,

anche per arrivare a dare le giuste indicazioni per sviluppare politiche agricole ragionevoli, per evitare

che vi siano Paesi che si ritrovino a essere totalmente dipendenti da altri per i propri bisogni alimentari

«uno scenario verosimile che dobbiamo cercare di evitare».

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